L’interpretazione completa dello stemma di Nicolas Fouquet è indissolubilmente legata al motto che solitamente lo accompagna (spesso posto su un cartiglio sotto lo scudo o intrecciato agli elementi decorativi): “Quo non ascendet?” (Fino a dove non salirà? o Quali vette non raggiungerà?).
Questo motto trasforma la naturale inclinazione dello scoiattolo in un vero e proprio manifesto programmatico della famiglia e, in particolare, dell’ambizione sfrenata di Nicolas Fouquet. L’esegesi storica rivela che questa audacia araldica fu in gran parte responsabile della sua rovina.
Durante la celebre e sfarzosa festa inaugurale del castello di Vaux-le-Vicomte nel 1661, lo scoiattolo rampante e il motto “Quo non ascendet?” erano riprodotti ovunque: negli arazzi, negli affreschi e nelle sculture.
L’ostentazione di un simbolo così dichiaratamente proteso alla scalata del potere fu percepita da Luigi XIV (e abilmente strumentalizzata dal rivale Jean-Baptiste Colbert) come un atto di presunzione intollerabile e una sfida diretta all’autorità della Corona.
La pretesa dello scoiattolo di salire senza limiti sancì la fine politica di Fouquet, che venne arrestato pochi giorni dopo, dimostrando come, nel Seicento, la comunicazione araldica avesse un peso politico letale.