Il Dakota Building, situato all’angolo tra la 72ª strada e Central Park West, è uno dei palazzi più iconici e misteriosi di New York. La presenza di un volto di nativo americano tra le sue decorazioni non è un caso, ma una precisa dichiarazione d’intenti del suo fondatore.
Origine e Collocazione
Il volto del nativo americano (spesso identificato come un capo indiano con il tipico copricapo di piume) si trova sopra l’ingresso principale della 72nd Street. Fu scolpito durante la costruzione dell’edificio, avvenuta tra il 1880 e il 1884, su progetto dell’architetto Henry Janeway Hardenbergh (lo stesso del Plaza Hotel).
Il Significato: Perché un “Indiano”?
Il nome stesso dell’edificio, “The Dakota”, nasconde la risposta. Esistono due interpretazioni principali, entrambe legate alla figura del nativo:
L’Omaggio al Territorio: Edward Clark, il fondatore della Singer Sewing Machine Company e promotore del palazzo, scelse il nome “Dakota” perché all’epoca l’Upper West Side era considerato così lontano dal centro di Manhattan (che finiva molto più a sud) da sembrare “territorio indiano” o selvaggio come il Territorio del Dakota nel West.
Simbolo di Protezione: La figura del nativo americano funge da “genius loci” (spirito del luogo). Collocarlo sopra l’ingresso era un modo per onorare le radici del continente americano e, simbolicamente, porre l’edificio sotto la protezione di un guerriero fiero e nobile.
Curiosità e Stile
Sebbene comunemente chiamati “gargoyle”, tecnicamente sono mascheroni o elementi decorativi, poiché non servono a scolare l’acqua piovana dai condotti (funzione specifica dei veri gargoyle)
Stile Eclettico: la scultura si fonde con lo stile “Rinascimento Tedesco” del palazzo, creando un contrasto unico tra l’architettura europea e il simbolismo puramente americano.
Il Legame con il gargoyle: il volto del nativo americano è diventato così iconico da essere utilizzato come logo ufficiale del Dakota Building stesso. Lo si può ritrovare anche su alcuni dettagli in ferro battuto e all’interno della struttura.
Nota storica: Il Dakota è famoso per essere stato la casa di John Lennon (e il luogo della sua morte), ma la sua decorazione esterna riflette un’epoca in cui New York stava ancora cercando di definire la propria identità visiva, oscillando tra il vecchio mondo europeo e la frontiera americana.