Esiste uno stemma per ogni cognome?

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La risposta breve e definitiva è no. Non esiste uno stemma per ogni cognome, e l’idea che a un determinato cognome corrisponda automaticamente un blasone è uno dei più grandi (e diffusi) malintesi dell’araldica

Ecco i principi storici e genealogici che spiegano come funziona realmente l’assegnazione degli stemmi:
1. Gli stemmi appartengono alle persone, non alle parole
Uno stemma veniva (e viene tuttora) concesso o assunto da una specifica persona o da un capostipite, e viene trasmesso esclusivamente ai suoi discendenti diretti per linea di sangue. Non appartiene in alcun modo a tutti coloro che condividono la stessa parola come cognome.
Ad esempio, in Italia esistono innumerevoli famiglie “Rossi” o “Ferrari” con origini geografiche, storiche e genealogiche completamente slegate tra loro. Solo una piccolissima percentuale di queste linee di sangue specifiche ha storicamente posseduto uno stemma, e spesso gli stemmi dei vari ceppi omonimi erano completamente diversi l’uno dall’altro.
2. Il mercato dei “Blasoni commerciali”
Il malinteso nasce principalmente da motivi commerciali. Esistono moltissimi servizi (siti web, fiere, cataloghi) che vendono pergamene, anelli o stampe con “lo stemma del tuo cognome” accompagnato da un breve cenno storico. Questa pratica consiste nell’estrapolare da antichi stemmari il blasone di una famiglia nobile (es. i Rossi di Parma) e venderlo a chiunque si chiami Rossi, dando per scontata una parentela che, quasi sempre, non esiste.
3. L’omonimia non implica parentela
Avere lo stesso cognome di una famiglia storicamente blasonata non significa esserne discendenti, infatti lo stemma è sia una proprietà morale, che culturale e storica. La maggior parte dei cognomi è nata in modo indipendente in diverse parti di una nazione derivando da:
  • Professioni: Fabbri, Sartori, Ferrari.
  • Caratteristiche fisiche o soprannomi: Grassi, Basso, Mancuso.
  • Luoghi geografici: Milani, Napolitano, Costa.
  • Paternità: Di Giovanni, De Luca.
Migliaia di persone diverse hanno adottato questi cognomi nel corso dei secoli senza avere alcun legame di parentela.
Come si ha diritto a uno stemma oggi?
Se si desidera utilizzare uno stemma, le vie storicamente corrette sono solamente due:
  • Per diritto ereditario: È necessario condurre una ricerca genealogica rigorosa (tramite archivi parrocchiali, di stato, atti notarili) per ricostruire il proprio albero genealogico fino a dimostrare in modo inconfutabile la discendenza diretta dal concessionario originario dello stemma.
  • Per nuova creazione (Araldica Borghese o Cittadina): Non è necessario essere nobili per avere uno stemma. Chiunque può decidere oggi di farsi disegnare un proprio stemma ex novo da un professionista, rispettando le rigide regole dell’arte araldica (colori, partizioni, figure). Quello stemma diventerà il simbolo personale di chi lo ha creato e, in futuro, dei suoi diretti discendenti.

Appropriarsi dello stemma di una famiglia omonima è come appropriarsi della dimora di una famiglia col nostro cognome: se il vostro cognome è Berlusconi non significa che Villa San Martino ad Arcore è vostra: lo stesso ragionamento e paragone vale per gli stemmi