I rebus nell’araldica

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Islip

Le arme cifrate o rebus, sono quelle nelle quali concorre più d’una figura a costituire il cognome

Il Ménestrier riferisce parecchi esempi, che ci dimostrano come il gusto per i rebus si rivelasse sin dal tempo dei tornei. Tra i rebus più famosi c’è quello dell’abate John Islip (1464–1532) a Westminster Abbey, dove l’abate usava come rebus per alludere al suo cognome un occhio (eye- I) , una talea di fico (slip) e un uomo che dorme (sleep) per indicare “I sleep”, “Io dormo”.
Un cavaliere italiano avendo in un torneo perduto il premio perchè il cavallo inciampatosi era caduto, comparve il giorno appresso in abito burlesco e con un formaggio o cacio secco sull ‘elmo, per dire: caso duro! Un signore savojardo accusato d’infedeltà dalla sua dama, portò in torneo un’A torto , ed un ‘ A più grande egualmente torto, per esprimere : à tort , à gran tort . Un ‘ altro cavaliere compose questo rebus: una V verde , una S d’oro ( riche ) e un T fiorito ( beau ), leggendolo vertu, richesse, beauté, pregi della donna de’suoi pensieri. La maggior parte dei nobili francesi sotto il regno di Carlo VI portavano delle cifre in rebus ricamate sui sorcotti o sulle gualdrappe dei cavalli, per esempio un ( phi ) e un △ ( delta ) , cioè fidelta, fedeltà, o un E, un Ke un T ( Ekate o Diana , nome dell ‘amante ) , ecc . Carlo VII stesso quando amoreggiava colla vaga Cassinelle aveva posto sulle bandiere un K , un cigno ( cigne ) e un L. Nella cappella di Borbone e in una vecchia tappezzeria del Louvre si vede l’impresa della casa di Borbone, consistente nelle cifre Pe A intrecciate con un cardo ( chardon ) per mezzo d’un laccio d’amore, rebus preso da Pietro di Borbone quando menò a sposa Anna di Francia , figlia di Luigi XI , e che riguardando la sua unione come un dono del cielo, volle con esso esprimere il concetto di cher don, caro dono. I Rebus passarono dai cimieri e dai sorcotti alle arme, per indicare i casati , costituendo le arme cifrate, e perdendo quel poco spirito di cui i primi erano improntati . Così l’abbazia di Pontigny prese un ponte e un nido ( pont , nid ) , la casa di Châlons un gatto lungo ( chat long ) ( ! ) , quella di Dupont un duca e un ponte ( duc , pont ) , Turpin un turco e un pino ( turc , pin ) , Niel un nido e un L ( nid , el ) , la città di Pontorson un ponte e un orso , Ponsacco in Toscana un uomo che passa con un sacco sopra un ponte . Senza offendere il decoro dell’araldica si può affermare che queste armi sono più comuni in Francia , la terra dei jeux de mots e dei calembourgs.