10
Aprile
Testamenti, foto e lettere come prove genealogiche: il caso Di Lorenzo
Molti membri di famiglie nobili in passato spesso avevano figli fuori letto con il personale di servizio o con altre donne.
In alcuni casi i figli naturali venivano ufficialmente riconosciuti, in altri si dava loro un cognome anagrammato, in altri c’era un riconoscimento indiretto ed in altri non si riconoscevano proprio.
Tra le fonti che permettevano un riconoscimento indiretto ci sono testamenti, lettere e foto.
Uno di questi casi è quello di Don Antonino Di Lorenzo (1857 – 1947), marchese di Castelluccio e barone di Granieri, che ha vissuto a Noto: archeologo, numismatico e mecenate, figlio del marchese Don Corrado e della marchesa Anna Spitaleri.
Oltre ad aver ricoperto la carica di sindaco di Noto per tre volte, fece fare importanti scavi archeologici nel paese, con Ignazio Florio portò la prima auto in Sicilia e sull’altipiano di Sarculla fece costruire il castello Oliva.
Il marchese era sposato con Anna Maria Seppi, ma nel 1902 concepì con Santina Castello il figlio Corrado, a cui si diede questo nome appunto perchè era un nome che ricorreva in famiglia.
Oltre ad una tradizione orale tramandata di padre in figlio, il riconoscimento indiretto del figlio avvenne tramite testamenti e lettere; in un testamento datato 10 agosto 1947 redatto dal notaio Filippo Di Stefano, Don Antonino si rivolge a Corrado chiamandolo con nome e cognome e lasciando a suo favore sei salme di frumento all’anno dopo la sua dipartita.
Nella lettera del 6 giugno 1902 Don Antonino annuncia di essersi accordato col parroco della Chiesa del Carmine di Noto per il battesimo di Corraduccio e si annuncia la donazione di un appartamento che sarebbe stato amministrato dalla madre fino alla maggiore età del bambino.
Nella lettera del 6 gennaio 1916 Don Antonino annuncia a Santina di volergli assegnare la sua villa di Pastuchera (in contrada Pastuchera a Noto).
Quindi sono stati trovati gli atti di stato civile che hanno permesso di ricostruire la genealogia fino ad arrivare a Corrado Di Lorenzo.
Santina Castello al momento del concepimento di Corrado era sposata con Benedetto Rizza.
Notizie dei Di Lorenzo si hanno sia sull’Annuario della Nobiltà Italiana, che sulla sezione storica del Palazzo Castelluccio, che sul libro Personalità netine di tutti i tempi (anno 1969), ma la genealogia in questione è stata accertata da ricerche su atti di stato civile dal curatore del RAI.
Un ramo dei Di Lorenzo tra l’altro è imparentato con i Borgia.
Secondo il Crollalanza la famiglia sembrerebbe di origine inglese, stabilita in Sicilia sotto il Re Ruggiero da un Silvestro di Lorenzo visconte di Antona nel ducato di Northumberland; vanta un Pietro segretario della Regina Costanza, un Nicola segretario del Re Manfredi, e un Roberto esimio giureconsulto.
La famiglia Rizza ha deciso di rivendicare questa importante discendenza e di utilizzare lo stemma dei Di Lorenzo, apportando apposita brisura di bastardigia.
Lo stemma dei Di Lorenzo è stato registrato sul RAI, insieme all’albero genealogico ed è: d’azzurro, all’albero di verde nodrito sopra un terreno di verde, traversato in banda nel tronco da una spada d’oro, la punta in basso, sinistrato da una stella radiosa d’argento, e sormontato da una divisa d’ oro caricata da una crocetta scorciata di rosso; al filetto di bastardigia di nero.
Per celebrare l’evento e la storia di famiglia è intenzione di Corrado Rizza, che poi è stato colui che ha registrato lo stemma ed ha recuperato la memoria storica di famiglia, realizzare un docufilm con oggetto la discendenza dai Di Lorenzo e la storia di famiglia.
Tra l’altro la Val di Noto ed in particolare Noto, attualmente sono di gran moda, infatti la cantante Madonna nel 2022 ha celebrato il suo 64° compleanno nell’abito della stilista milanese Luisa Beccaria, moglie di Lucio Bonaccorsi il quale ha acquistato il borgo settecentesco appartenuto ai Baroni Di Lorenzo che oggi grazie all’iniziativa e alla passione della moglie è la dimora estiva e di campagna degli eredi di famiglia, conservando la memoria delle tradizioni contadine locali e la ricchezza delle antiche famiglie nobiliari siciliane, grandi proprietarie terriere.
Inoltre recentemente il Palazzo Castelluccio è stato acquistato dal magnate Rocco Forte per farci un albergo di lusso.


