28
Marzo
Stemmi di letterati

Molti letterati erano nobili o comunque avevano uno stemma; questi sono alcuni di questi
Per l’Italia abbiamo Ludovico Ariosto che aveva il seguente stemma: spaccato: nel 1° d’oro, all’aquila di nero; nel 2° palato di nero e d’argento; Machiavelli d’argento, alla croce d’azzurro, accantonata da quattro chiodi dello stesso; Alfieri d’oro, all’aquila di nero, coronata e mebrata di rosso; Manzoni: spaccato: nel 1° di rosso, al bue passante d’argento, nel 2° bandato di rosso e d’argento; al capo d’oro, caricato da un’aquila di nero, linguata di rosso. Torquato Tasso aveva uno stemma parlante, infatti nel secondo quadrante dello scudo ha un tasso: spaccato: nel 1° d’argento, al corno da caccia d’azzurro, nel 2° d’azzurro, al tasso d’argento; Cesare Beccaria ha un inquartato: nel 1° e nel 4° d’oro, a 11 monticelli di rosso(3,4,3,2,1) sormontati da un’aquila di nero e coronata d’oro; nel 2° e nel 3° di rosso, al bue passante d’argento; Gabriele D’Annunzio, principe di Montenevoso ha nello stemma un monte nevoso, accompagnato in capo dalla Costellazione dell’Orsa Maggiore d’argento (ossia sette stelle male ordinate); Grido di guerra: IMMOTUS NEC INERS ornamenti dello scudo: il cordiglio francescano, elmo e corona da principe Padiglione: con il colmo di ermellino e frangia oro; con la cortina formata dalla bandiera della reggenza italiana del Carnaro (di rosso al serpente di verde mordentesi la coda e con il nastro con lettere in oro “Quis contra nos?” racchiudente la costellazione dell’Orsa Maggiore in argento). La cortina fermata da pioli; trofeo: dietro il padiglione sorgono le bandiere di Fiume (porpora, oro e azzurro) e della Dalmazia (d’azzurro, a tre teste di leopardo coronate d’oro).
In Francia Montaigne ha ben due stemmi; il primo è così composto: inquartato: nel 1° e nel 4° d’argento, allo scaglione scanalato di nero; nel 2° e nel 3° d’argento, seminato d’ermellini di nero. Nel secondo, che compare nei suoi saggi (libro 1, capitolo 46), in cui egli stesso descrive il suo stemma, ovvero: d’azzurro, seminato di trifogli d’oro, ad una zampa di leone in fascia d’oro, armato di rosso.
Montesquieu invece ha uno scudo d’oro, con due torte di rosso.
Nel Regno Unito Geoffrey Chaucer ha un partito d’argento e di rosso, alla banda dell’uno nell’altro; William Shakespeare ha uno scudo d’oro, alla banda di nero, caricata da una lancia del primo, alla punta d’acciaio; elmo: in terza, d’acciaio, bordato d’oro, cercine e lambrecchini: d’oro e di nero, come cimiero un falco d’argento con una lancia d’oro, alla punta d’acciaio, nella zampa destra; motto: Non Sanz Droict (Non senza diritto). Lord Byron uno scudo d’argento, a tre bastoni rialzati di rosso.
Il padre di Jane Austen ha uno scudo d’oro caricato da uno scaglione di rosso, accompagnato da tre branche di leone di nero.
Sir Walter Scott ha un inquartato: nel 1° e nel 4° d’oro, ad un crescente montante d’azzurro; nel 2° e nel 3° d’oro, alla banda d’azzurro, caricata da tre losanghe vuote d’oro, accompagnate nel cantone sinistro da un fermaglio d’azzurro. Sul tutto d’argento alla mano destra appalmata di rosso.
Ian Fleming aveva uno stemma, crest ed un ex libris, che presenta la testa di una capra con il motto “Let the Deed Shaw”.
In Spagna Miguel De Cervantes ha uno scudo d’azzurro, alla bordura di rosso, caricata da croci in decusse d’oro.
In Germania Schopenhauer ha uno scudo rosso caricato da una banda d’argento, accompagnato da due stelle dello stesso, una nel cantone sinistro del capo e l’altra nel cantone destro della punta.













