12
Giugno
Motti, gridi di guerra ed imprese

Di Gabriele D’Annunzio – Internet Archive identifier: iltestodel-nuovo-patto-marino-1924, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=146383382
Le imprese (il linguaggio degli eroi e la filosofia dei cavalieri) sono figure o frasi, spesso le une e le altre congiunte, esprimenti in una maniera allegorica e breve qualche pensiero o qualche sentenza.

Par Bernard Gagnon — Travail personnel, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3680925
Vi sono imprese araldiche o imprese emblematiche ; delle prime, dette più specialmente divise intendiamo parlare più a lungo, perchè sono quelle che entrano nella composizione delle arme. A seconda della loro composizione possono essere: di sole lettere, di sole parole, di sentenze intere, di figure sole e di parole e figure.
Il motto di solito esprime la filosofia o le motivazioni di una famiglia, di un ente, un’organizzazione o un gruppo sociale, mentre il grido di guerra o grido di battaglia, è una frase o una parola comune agli appartenenti a un esercito o a un’unità minore. Il grido può servire come elemento di riconoscimento per i capi militari o per le stesse unità per distinguere le une dalle altre, ma esso serve soprattutto ai soldati per motivarsi prima del combattimento e spingersi di là dai loro limiti.
Inoltre a volte i reperti araldici sono rovinati e non si riesce a distinguere lo stemma, quindi i motti diventano di grande aiuto nelle ricerche storiche ed araldiche, perchè da un piccolo frammento di antica epigrafe abbiamo la certezza dell’appartenenza ad una famiglia del reperto araldico.
Questi sono alcuni motti e gridi di guerra sia storici, che contemporanei, degni di nota, con le relative curiosità.
A Castilla y León dio nuevo mundo Colón: concesso a Cristoforo Colombo dopo la sua morte di il 20 maggio 1506, dal re Ferdinando di Aragona, vedovo della regina Isabella e reggente del regno di Castiglia, che ordinò di aggiungere una bordura d’argento caricata con il motto in lettere di nero che significa: “A Castiglia e León Colombo ha dato un nuovo mondo”. La bordura è citata dallo storico Gonzalo Fernández de Oviedo y Valdés nella sua Historia general de Las Indias, islas y tierra firme dal mar Océano del 1535.
Amisso nomine genere servato: Di Sanza D’Alena
Audentes fortuna juvat: Tomasi
C’est mon plaisir: La Rochefoucaut
Concordia, integritas, industria: Rotschild
Deo lo vult: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Dieu et mon droit: questo motto dei sovrani del Regno Unito fu adottato da Enrico V d’Inghilterra (1413-1422), il quale era stato incoronato, oltre che Re d’Inghilterra, anche Re di Francia. La frase fu all’inizio usata come motto di battaglia da Riccardo I d’Inghilterra nel 1198 alla Battaglia di Gisors, quando sconfisse i francesi.
Dum spiro, spero: Ascotti, Carranza (o Capranza), Carafa, Frangipani, Froja, Spiro
El tono es bueno: Elton John. La frase gioca col cognome dle cantante ed allude al buon suono delle sue canzoni.
Festina lente: Malpenga di Biella, Vallesa di Val d’Aosta, Vitulo di Somma Vesuviana (Napoli), Medici
Flammas domamus donamus corda: Corpo nazionale dei vigili del fuoco
Fert: questo motto dei Savoia comparve per la prima volta nel 1364 sul collare dell’Ordine del Collare, ma nessuno sa realmente quale frase nasconda: alcune ipotesi sono: Fortitudo Et Robur Taurinensis, Fors Eius Romam Tenuabit, Foedere Et Religione Tenemur, Fides Est Regni Tutela.
Gott mit uns(Dio è con noi): Prussia
Honi soit qui mal y pense: Ordine della Giarrettiera. Secondo il testo Anglica Historia di Polydore Vergil Anglica Historia (scritto tra il 1512 ed il 1513), re Edoardo III nel 1346 stava ballando con sua cugina Giovanna del Kent al ballo tenuto a Calais in occasione della caduta della città in mano inglese, quando la giarrettiera della cugina si sgancia e scivola fino alla caviglia causando derisione ed umiliazione. Allora il re riponendo la giarrettiera attorno alla caviglia della cugina disse “Disonorato sia a chi pensa male”.
Je suis prest: Fraser di Lovat
In hoc signo vinces: Paleologo, Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
Immotus nec iners: grido di guerra di Garbiele D’Annunzio
Loyaulte me lie: Riccardo III d’Inghilterra
Med Logum Skal Land Byggia: Spencer Fitzroy Cram-Sinclair
Memento Audēre Semper: locuzione latina coniata dallo scrittore e poeta italiano Gabriele D’Annunzio, che significa “Ricorda di osare sempre”, con la funzione esortativa ad assumere dei rischi, specie in guerra. Il motto è anche parte di una sorta di ex libris risalente al 1918 circa, in cui una mano pone in salvo un diadema di quercia al di sopra dei flutti.
Montjoie! Saint Denis!: grido di guerra dei re di Francia
Nè per crollar si spezza: Crollalanza (motto parlante, che allude al cognome)
Nihil sine Deo: Hohenzollern-Sigmaringen
Noli me tangere: Grifeo di Palermo, Potenziani di Rieti
Observa et intrinsecus digestorum: Sir Sean Connery
Orbis non sufficit: Baronetti di Peckham e James Bond. Sia lo stemma che il motto di James Bond in effetti appartenevano ai baronetti di Peckham ed ha addirittura dato il nome ad un episodio della saga bondiana (Il mondo non basta).
Pax tibi marce: Martinengo di Venezia
Per aspera ad astra: Julie Payette, Alberti de Enno, Fosco
Post fata resurgo: Constantini di Venezia
Prest d’accomplir: Conti di Shrewsbury
Pro corpore eius: Bresciani
Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini: locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa «quello che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini», citazione seicentesca riferita a Papa Urbano VIII (Barberini)
Samnitico non capitur auro: motto di Fabrizio I Colonna che allude a quell’antico romano, che dai Sanniti in lega con re Pirro non volle essere corrotto con gran quantità d’oro e che quindi rimarca la sua incorruttibilità.
Senza cozzar dirocco: Caproni. Lo suggerì D’Annunzio per lo stemma di Giovan Battista Caproni, industriale trentino e pioniere dell’aviazione italiana: sta a significare la potenza aerea che non combatte frontalmente (cozzar) come la fanteria ma colpisce dall’alto facendo cadere in rovina (dirocco).
Servire nescit: Cilenti
Sic parvis magna: il motto figura sullo stemma di Sir Francis Drake, divenuto da umili origini famosissimo navigatore, esploratore e corsaro, nominato cavaliere dalla regina Elisabetta I. Con riferimento alla sua biografia, la frase potrebbe quindi tradursi: «da umili origini verso grandi imprese».
Virtus omnia vincit: Ambrosio
Vi sono poi imprese che consistono in soli emblemi, come la rosa bianca degli York, la rosa rossa dei Lancaster, la rosa partita bianca e rossa dei Tudor o il carro tirato da due leoni Del Carretto.
Figure e motti famosi sono quelli dei Savoia un elefante e il motto Infestus infestis, oppure il cammello in atto d’intorbidire l’acqua ed il motto Il me plait la trouble degli Orsini.




